Sulle tracce dei dati: come fare il Montalbano per risolvere gialli aziendali

Le aziende, PMI incluse, hanno moltissimi dati, strutturati in varie modalità. Dietro questi possono nascondersi crimini come non utilizzarli per abbassare costi e/o aumentare il fatturato

 

La scena del crimine avviene sempre a partire da qualche base di dati: fogli di calcolo spesso disordinati (Excel, Google), pur non essendoci stata colluttazione, server, CRM, ossia dove si raccolgono dati su potenziali clienti e clienti (ma non solo).

 

Il crimine: mortificazione dei dati, avvenuto in un locale che straborda di mobili, qualcuno d’epoca, ragnatele, polvere, con una finestra con tapparelle abbassate ma che ha dei buchi, da cui entrano raggi di sole, che alla vista appaiono quasi solidi, a causa della polvere sollevata dall’arrivo del commissario di polizia ed altri agenti.

 

Il commissario nota un dettaglio apparentemente insignificante: qualcuno ha mosso dei mobili, questo perché sul pavimento si nota un’area, compatibile col trascinamento, con meno accumulo di polvere. Quindi qualcuno ha parlato con quei dati, prima di mortificarli, anche se ha avuto una brevissima e inconcludente discussione. Facendo luce sul cassetto di quel mobile, anche il pomello ha meno accumulo di polvere. Dentro il cassetto trova medie, conteggi e qualcosa di meno comprensibile. 

 

Il commissario fa prendere le impronte da quel pomello e convoca il sospetto, colui che in azienda ha più responsabilità. Nell’interrogatorio, al fine di non avere pregiudizi, preservando la presunzione dell’innocenza del sospettato. Chiede che tipo di conversazione ha avuto l’imprenditore con i dati ma egli, senza resistenza e giungendo subito al dunque,  ricostruisce tutta la vicenda, rilevando il movente: vendetta e follia. I dati non hanno detto ciò che l’imprenditore voleva sentire, portandolo a mortificarli. La prova materiale? La media aveva testimone statistico, ossia non risultava statisticamente diversa da quella che voleva l’imprenditore.

 

Fortunatamente chi ha eseguito il crimine, l’imprenditore, non aveva complici, i dirigenti. Il commissario ricostruisce il movente: il mondo va sempre più veloce, anche se non andrà sempre così, e qualcuno può rimanere indietro nella trasformazione digitale, che non significa solo avere un sito web, qualche pagina social, qualche programmatore. Di conseguenza l’imprenditore voleva una risposta veloce a conferma della sua ipotesi. Il contraddittorio proveniente dai dati ha scosso troppo il suo “Io” ed egli ha restituito questo dolore, con gli interessi, ai dati, mortificandoli. Eccesso di difesa dell’autostima, direbbe qualcuno.

 

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