Angeli e demoni del terzo millennio: processi, servizi, IA

L’IA generativa ha eclissato tecnologie che facilitano la vita tramite i computer, come servizi e processi. Soluzioni del terzo millennio che servono in maniera quasi infallibile gli utenti.

 

Per chi usa Windows, sa che premendo CTRL+ALT+CANC si possono vedere i processi e i servizi. Di solito si chiudono a mano i processi quando il programma soprastante non risponde più agli input…ad esempio un file Excel che si pianta….o RStudio / VScode che sta addestrando un modello statistico da un numero di minuti che sembra sospetto.

Si può accidentalmente eliminare il processo che mostra l’interfaccia grafica su Windows. Ed effettivamente può partire il panico, ma si può risolvere riavviando il PC. 

In generale per processo si intende un algoritmo che opera dietro le quinte, in maniera non visibile (es. una finestra)

 

Eliminare un servizio invece può rendere praticamente inutilizzabile un PC, richiedendo un ripristino di sistema, quindi una operazione più elaborata di un riavvio. 

Su Windows i servizi fungono da servitori, ossia permettono all’utente di eseguire, a livello macchina, le sue richieste. Richieste di rete o connettività, hardware, periferiche. Per capirci, il mouse, oggetto fisico, serve la tua richiesta di movimento al PC (o meglio, ad una sua periferica) tramite un servizio: una specie di angelo, ossia un driver. 

I driver qualche volta fanno dannare, ma non per questo motivo dei servizi vengono chiamati genericamente demoni, che secondo la mitologia greca avevano una connotazione neutrale, in quanto eseguivano compiti di cui gli dèi non volevano occuparsi. Un esempio di driver odiato? Quello di alcune stampanti. Su Linux o altri sistemi operativi in genere danno più problemi. Uno dei motivi più veri della loro diffusione limitata lato non server.

 

Mentre col processo ci interagisci di solito tramite una interfaccia (es. Excel, programma con interfaccia grafica) ed in maniera saltuaria, a seconda dell’attività, col servizio no. Al massimo richiede un’installazione e poi ha completa autonomia: parte ad ogni avvio del PC. Richiede solo corrente e in alcuni casi connettività.

 

Tutto ciò per dire che i servizi dell’informatica al servizio della operatività esistono da circa mezzo secolo e questo va ricordato quando si parla di intelligenza artificiale generativa, perché ultimamente si parla di assistenti e agenti AI, in maniera anche confusa. 

Gli assistenti servono quando gli fai una richiesta, tramite qualche tipo di terminale o interfaccia grafica, gli agenti operano autonomamente a seguito, diciamo, di una prima configurazione o avvio. In altre parole, gli assistenti hanno reattività, gli agenti hanno pro-attività. 

Non ti ricorda forse una differenza fra processo e servizio?

Come da articolo precedente, si può facilmente citare un esempio di assistente AI: chatGPT. Molto più difficile citare, a febbraio 2025, un esempio di Agente AI comprensibile fulmineamente come chatGPT. 

 

Si potrebbe quindi dire che gli agenti IA risultano un servizio glorificato, in quanto ambiscono addirittura a sostituire della forza lavoro. Molte aziende stanno spingendo molto sul fatto che per avere un servizio molto redditizio e utile per l’’azienda, serve infilarci l’IA generativa, discussione già affrontata

 

Se nella mitologia dell’antica Grecia i demoni servivano gli déi, oggi, in un bizzarro ribaltamento della situazione degno di studi psicometrici, si vedono gli agenti AI (servizi venerati) come delle specie di déi, che culminano nel cosiddetto culto californiano dell’intelligenza artificiale generale (AGI). Letteralmente un deus ex machina.

 

Attenzione: sul canale youtube quando parlo di servizi statistici, non lo faccio con il significato informatico di questo articolo.

Vuoi capire quale servitore del terzo millennio fa più al caso tuo? Sentiamoci in una prima chiamata gratuita

 

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