Le aziende, prima della popolarizzazione della statistica, che fisso agli anni 80, raramente avevano computer. Di conseguenza navigavano a vista e prendevano decisioni per lo più basandosi sull’intuito, esperienza. Facendo una semplificazione, le aziende erano basate su persone, calcolatrici e stampanti, non sui dati.
Faccio subito una precisazione: ovviamente le grosse aziende dell’epoca avevano disponibilità maggiori per elaborazioni statistiche. I personal computer degli anni 80, uniti ai programmi, linguaggi statistici a codice sorgente aperto hanno democratizzato la statistica, rendendola accessibile anche alle piccole e medie imprese, che, a parte le economie amministrate o di comando, rappresentano la maggioranza assoluta del tessuto economico.
Prima degli anni 80 i conti venivano fatti a mano o in maniera semi automatica: carta, penna e squadre, macchine da scrivere, calcolatrici a stampa come la Olivetti Summa 24, calcolatrici elettroniche come l’HP 9100, che non potevano ancora chiamare personal computer.
Con gli anni 80 le calcolatrici elettroniche fanno il salto di qualità e diventano personal computer. E saltano fuori programmi come lotus, l’antenato dell’ultra citato Excel: la funzione grafica, molto apprezzata ai suoi tempi, consente di collegare dinamicamente i dati presenti sul foglio di lavoro con il grafico, prescelto in una gamma di cinque tipi possibili: lineari, a pila, istogrammi, a torta e XY. Permetteva anche l’inferenza statistica: https://www.researchgate.net/publication/19471001_The_use_of_LOTUS_1-2-3_in_statistics
questo non significa che prima non si poteva fare, ma che bisognava sapere qualche linguaggio di programmazione, tipo S, antenato di R. Quindi serviva un programmatore statistico, cosa che all’epoca costava molto di più.
Curiosità che mi ha stupito molto su Lotus: le routine di grafici e diagrammi sono state scritte in Forth da Jeremy Sagan (figlio di Carl Sagan), divulgatore scientifico che apprezzo moltissimo fin dalla mia adolescenza.
I programmatori statistici dell’epoca potevano conoscere C++, SQL, C, Fortran, BASIC.
Senza programmatore serviva invece una persona formata su particolari programmi, come SAS (1976, di IBM), Minitab (1972), SPSS (1968). Avevano un costo non indifferente, motivo per cui, come anticipato, solo poche e grosse realtà aziendali potevano giustificare la spesa computazionale e di licenza software (corsi di formazione esclusi).
Con gli anni 90 abbiamo linguaggi che oggi sono diventati lo standard: R, python.
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