Aziende basate sui dati o aziende informate dai dati?

Prima di tutto, qui con dati intendiamo dati elaborati, possibilmente due volte, quindi conoscenza.  

Attenzione: senza questa precisazione si rischia di prendere decisioni su dati grezzi o non abbastanza raffinati (statistiche descrittive).

 

Cosa differenzia il basarsi sui dati rispetto all’informarsi sui dati? Il peso decisionale dei dati elaborati. Usando una metafora, nel primo caso il socio “Dati” (elaborati) ha la maggioranza, nel secondo no. In altre parole, nel primo caso i dati (elaborati) hanno il peso più importante nel processo decisionale, nel secondo no. Anche una consapevolezza statistica non sufficiente può portare al secondo approccio, oltre ad alcune problematiche psico-cognitive nell’azienda.

 

Le prime hanno meno bisogno di dirigenti, specie se si utilizza l’apprendimento statistico dei processi ed ovviamente questa cosa gli può dare fastidio. Le seconde “validano” di più i risultati statistici, i dirigenti o il titolare hanno l’ultima parola.

 

Le aziende basate sui dati (data-driven), secondo me, non hanno superiorità rispetto quelle informate sui/dai dati (data-informed). Quindi non credo esiste una gerarchia ma solo contesti, e ovviamente in alcuni di questi usare il secondo approccio risulta limitante.

 

In quali contesti bisogna preferire il secondo approccio al primo? Quando l’azienda non ha una qualità del dato sufficiente, parola che per ora sembra astratta. Quindi serve compensare con una figura in carne ed ossa, un dirigente o il titolare, che, grazie alla sua esperienza e/o intuito, completa il puzzle. 

Sicuramente, in certe aziende, esisteranno dipartimenti basabili sui dati e altri informati dai dati. Ad esempio, un’azienda manifatturiera con un impianto produttivo basato sull’internet delle cose (IoT), che quindi produce fiumi di dati ogni secondo, può basare la produzione, ma più che altro la manutenzione, sui dati. Ma la produzione dipenderà dalla situazione commerciale, e dalle tecniche per avere commercio. Qui non si ha né tempestività né completezza del dato, componenti che definiscono la qualità del dato. Quindi questo tipo di azienda avrà un approccio decisionale ibrido, cosa che qualcuno chiama (aziende) ispirate dai dati

 

In alcuni contesti non si può avere una organizzazione puramente basata sui dati perché il regolamento generale sulla protezione dei dati europeo (GDPR) impone la presenza di essere umano nel processo decisionale. Quindi non vale “il codice è legge” (in questo caso analisi o modelli statistici completamente automatici), slogan proveniente da alcuni ambienti della blockchain nell’anno 2016, che ha portato a scissioni di comunità.

 

Chi fa lo youtuber o chi vuole raggiungere clienti tramite contenuti, come STATiCalmo, può avere i due approcci di sopra su YouTube: il secondo approccio fa guardare i risultati dei video per decidere gli argomenti dei video successivi, il primo guarda le tendenze (ad esempio con google trend) e indica gli argomenti dei video in funzione di quei dati aggregati (informazioni). Inserirsi nei trend (newsjacking) fa quindi parte di un approccio basato sui dati. 

 

Attenzione che “basato sui dati” può diventare sventurato dai dati (data mislead). Anche a causa dei maledettissimi limiti cognitivi. Ad esempio, vuoi decidere quale immagine utilizzare per un post (non una campagna). Lo statistica test dice che l’immagine A porta più visualizzazioni in maniera statisticamente significativa. Ma alle aziende serve trovare persone che trovano il loro prodotto / servizio utile e acquistabile, non visualizzazioni. Quindi il test ha dato una conclusione corretta ad una domanda sbagliata o mal posta, a meno che l’azienda non ha verificato che più visualizzazioni portano proporzionalmente più vendite. In altre parole, bisogna tenere a mente il significato di KPI: indicatori di prestazione chiave. Le visualizzazioni non appartengono agli indicatori chiave. Come vedi una singola parola può avere conseguenze molto diverse, così come nella chimica un singolo atomo può fare la differenza fra la vita e la morte (barzelletta acqua e acqua ossigenata).

 

Vuoi capire come rendere certe aree della tua azienda basate sui dati? O come avere un approccio ibrido? Discutiamone in una chiamata gratuita di circa 45 minuti. In ogni caso, saper far fruttare i dati diventa un importante patrimonio culturale dell’azienda, specie nelle PMI.

 

Per esercizio ti lascio questa situazione: se un’azienda crea e somministra un sondaggio ai suoi clienti, rientra in una modalità per avere una strategia basata sui dati o informata sui dati?

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