Come avere un server Ubuntu in azienda

La famiglia software Linux per l’uso del computer di tutti i giorni si ferma al 4,5% degli utenti. Invece in ambito aziendale i numeri cambiano molto. Infatti, il primo milione di server web aziendali vede una presenza di Linux dell’oltre il 95%. Questo perché richiede meno risorse computazionali, aumentando i servizi erogabili, e non ha licenza a pagamento. Si può quindi affermare che il sistema operativo Ubuntu, che discende da Linux, risulta una colonna portante informatica a livello aziendale. Ma come averlo per la propria realtà aziendale, in modo da usarlo per avere dei servizi specifici e tagliare dei costi?

 

Due soluzioni. La prima ha a che fare con lo scaricamento dell’immagine di Ubuntu server e fare partire la installazione tramite chiavetta USB, tramite Rufus o Ventoy, su computer senza sistema operativo o da formattare. Versione server e non desktop perché la prima usa meno risorse computazionali, non avendo una interfaccia grafica ad icone, in quanto non verrà utilizzata da un essere umano come un normale computer. 

 

La seconda ha a che fare con la creazione di un computer virtuale che contiene il sistema operativo scaricato come sopra. Per farlo bisogna accertarsi di aver abilitato l’impostazione di virtualizzazione da BIOS, ossia quella schermata che appare all’accensione prima che parta il sistema operativo (da ora in avanti Windows). Quella impostazione si trova in vari posti a seconda della scheda madre. 

In Windows esistono vari modi per creare macchine virtuali. Il più accessibile richiede avere la versione Pro del sistema operativo, come Windows 10 Pro, Windows 11 Pro. Questi hanno il programma Hyper-V che consentono di creare computer o macchine virtuali. 

Dopo aver attivato la virtualizzazione da BIOS, il passaggio più scomodo, serve spuntare la cartella Hyper-V dal programma Attiva o disattiva funzionalità di Windows, che puoi cercare da start o da pannello di controllo

Se nella statistica abbiamo la diagnostica per capire se tutto è andato come vogliamo, qui abbiamo un’altra prova del 9: CTRL+ALT+CANC e verifichiamo quanto segue:

A questo punto possiamo andare su Hyper-V, dopo aver scaricato l’immagine di sopra e possiamo creare la macchina virtuale. 

diamo un nome

selezioniamo seconda generazione

 

assegniamo la memoria RAM. Suggerisco  8192 MB. L’assegnazione variabile dipende dalle esigenze, qualcuno lo sconsiglia.

 

Diamo una rete alla macchina virtuale

Creiamo la memoria virtuale della nostra macchina virtuale.

Selezioniamo il sistema operativo scaricato precedentemente, Ubuntu 22.04 Server

rileggiamo, come ci ricordano dalla scuola, per evitare sorprese:

Prima di far partire la macchina virtuale disattiviamo il safe boot:

 

a questo punto selezioniamo il numero di vCPU, non meno di 2:

A questo punto possiamo avviare la macchina virtuale. Avremo la classica installazione da sistema operativo, con lingua, utente, etc. ma con una “grafica” anni 80 e un qualcosa in più: nella sezione features server snaps possiamo selezionare snaps utili per avere servizi o micro servizi utili: in ordine di importanza / possibilità di utilizzo: docker, postgre, microk8s. Per quanto riguarda il primo, ho mostrato anche un modo per installarlo nel caso non lo si è fatto in questa fase. Docker, ossia la versione “4 salti in padella” per vari tipi di servizi, anche statistici, conviene installarlo su un sistema Linux anziché Windows, perché quest’ultimo ha una problematica tecnica che reputo imbarazzante.

I checkpoints, una importante impostazione di sicurezza, funzionano come backup del server. Una specie di macchina del tempo delle modifiche effettuate (es. installi l’applicazione X), come i punti di ripristino su Windows. Che personalmente mi hanno salvato dall’unico virus che ho preso in oltre 20 anni di uso dei computer.

 

Veniamo ora ad una serie di servizi che puoi avere con una macchina virtuale dalle 2 alle 4 unità computazionali (vCPU), 100GB di disco fisso e 4-8GB di RAM.

Servizi informatici 

  • Se usi OneDrive, di Microsoft, o Google drive, di Google, per documenti dei clienti, puoi utilizzare NextCloud 

Servizi informatici-statistici

  • Se usi Zapier o Make, puoi installare n8n, che ha anche l’integrazione coi modelli statistici linguistici

Servizi statistici 

  • Cruscotto dati come Shiny, Supereset (il servizio più pesante)
  • Qualsiasi modello statistico che utilizza docker 

Il generale tramite Docker si trovano un sacco di servizi informatici utili per la statistica.

Esistono altri servizi che potresti installare su un server aziendale, ma richiedono una scheda grafica, cosa che aggiunge difficoltà se la si vuole su una macchina virtuale (rispetto un computer fisico). Ad esempio Ollama e Open web UI (interfaccia grafica per Ollama). Una specie di ChatGPT aperto.

Una cosa interessante dalla famiglia di Linux ha a che fare con la possibilità di riciclare vecchi computer, laptop. Che si possono usare ad esempio come backup o ridondanza. 

Una volta che hai il tuo server Ubuntu, potresti chiedere come puoi collegarti in maniera remota a questo. Perché spesso i server non hanno nemmeno i monitor come periferica. Seguirà un articolo sul tema. 

Ma ti serve veramente un server da tenere nella tua sede? Discutiamone in una chiamata gratuita

 

 

Privacy Policy
it_ITItalian