Come dati sporchi non fanno funzionare il cerca verticale

Ennesima volta in cui mi vedrai dire che nella statistica l’80% del tempo si usa per l’ottenimento, pulizia dei dati e il 20% per le parti divertenti come cruscotti dati e modelli. Se vogliamo fare una statistica descrittiva grazie ad una aggregazione del cerca verticale, =VLOOKUP sia su Excel che sui fogli di calcolo di Google, serve prestare attenzione a come si manifesta il valore da cercare, pena perdite di tempo considerevoli, unghie mangiate e tricotillomania.

 

Valore con formato testo

Se cerchi un numero ma il programma lo vede come testo, puoi sbattere la testa quanto vuoi sulla formula, che di per sè ha svariati punti di fallimento, il problema sta a monte. E questo errore di concentrazione può avvenire in tanti ambiti della vita.

Se digitando =TYPE(cella) viene fuori un valore diverso da 1, che indica numero, ci serve convertire forzatamente quella cella con =VALUE(cella). Ma visto che quando piove cacca non fa due gocce, il precedente passaggio può non bastare, perché il programma ha dei validi motivi per vedere quella cella come testo. Magari la cella contiene degli spazi, dei caratteri più o meno speciali che possiamo rivelare solo se vediamo la formula, cliccando la cella del valore. A quel punto serve l’artiglieria pesante da informatici, ad esempio la formula =REGEXEXTRACT(cella), possibilmente combinata con VALUE all’esterno. O comunque una declinazione della formula che usa REGEX.

 

Se vuoi evitare questo problema ed altri, tramite una chiamata gratuita possiamo fare una consulenza statistica per alcuni dei tuoi casi.

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