Imprenditori stupidi

 

Esistono varie modalità per classificare le persone. In un articolo precedente ho menzionato i “5 tratti di personalità”, detti anche OCEAN. Esiste anche una variazione di quest’ultima, detta HEXACO. I giovani conoscono più che altro l’MBTI. Ma questi risultano approcci psicometrici. In questo articolo utilizzerò un approccio dell’economista italiano Carlo Cipolla. 

 

Secondo Cipolla, possiamo classificare le persone in quattro categorie, basandoci sugli esiti attesi del loro comportamento, verso sé e verso gli altri:

  • Gli Intelligenti agiscono in modo vantaggioso sia per sé stessi che per gli altri
  • I Banditi agiscono in modo vantaggioso per sé stessi a danno degli altri
  • Gli Sprovveduti agiscono in modo vantaggioso per gli altri e dannoso per sé stessi
  • Gli Stupidi agiscono in modo dannoso sia per sé stessi che per gli altri.


In genere, in Italia, quando si pensa ad un esempio di imprenditore intelligente, in senso cipolliano, emerge il nome di Olivetti. Per quanto riguarda gli imprenditori banditi, esistono numerosi casi, che non si possono citare direttamente, collegati a disastri ambientali per le comunità e profitti privati. Gli sprovveduti si osservano più che altro nelle comunità religiose, di fatti questa classificazione ha anche altri nomi. In linea di massima esistono giovani imprenditori di piccole aziende, nate da poco, dove l’imprenditore, per tot mesi, guadagna meno della media dei dipendenti. 

 

Abbandoniamo questa rigidità classificativa: più che etichettare individui, possiamo etichettare i comportamenti di imprenditori e dirigenti. Se facciamo la prima scelta, generalizziamo troppo, scadendo nel pregiudizio, ci stiamo comportando come quei modelli statistici rigidi, ossia con overfit. 

Visto che possiamo parlare di comportamenti da stupidi, esistono delle situazioni dove puoi ritrovarti a prendere decisioni dannose sia per te che per gli altri (la comunità, i dipendenti, o entrambe le cose). Nessuno nasce imparato e quelle decisioni hanno dei contesti più o meno comprensibili. Fortunatamente, per quelli più giustificabili, puoi già acquisire un minimo di difesa su questo fronte, al fine di prendere decisioni meno dannose sia per te che per gli altri. Oppure puoi scoprire, nel campo della statistica, una serie di richieste da evitare.

 

Aggiungerei un’ulteriore classificazione: i comportamenti folli per definizione. Cioè quelli stupidi ripetuti in maniera sistematica: aspettarsi risultati diversi ripetendo la stessa decisione, strategia. 

Da questa ulteriore classificazione emerge anche il suo opposto: i comportamenti illuminati. Etimologicamente parlando, il lume della ragione deriva dalla razionalità, che a sua volta deriva dalla numerabilità, ciò che risulta misurabile o quantificabile. Questo collegamento ci porta nella matematica e inevitabilmente nella statistica. In altre parole, le scelte illuminate emergono da scelte sistematiche suggerite dall’analisi dei dati e dalla consapevolezza del valore che possono dare i dati. 

 

Se ti interessa avere meno comportamenti costosi sia per te, per i tuoi dipendenti e per i potenziali clienti che non riescono a trovarti, possiamo sentirci per capire la nostra compatibilità, per poi dare inizio ad una consulenza statistica più strutturata.

 

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