Conoscere il futuro: dalla magia ai tarocchi, dall’astrologia ai calcolatori

Una delle prime parole che associamo alla parola futuro risulta incertezza

 

In passato ci si affidava a vicari di divinità, oracoli, droghe, o un misto, per avere qualche risposta sul futuro. 

Oggi, trovandoci nell’età scientifica, chiudendo il cenno Comtiano, abbiamo vari e diversi modi di misurare l’incertezza, in maniera metodica, verificabile, ripetibile.

Nella chimica analitica abbiamo l’incertezza della misura, di natura strumentale. Nella statistica abbiamo una incertezza più particolare, di nome varianza, che ha origine nel calcolo delle probabilità e si manifesta come distribuzioni in probabilità. Molto nota ad esempio quella a curva di campana o normale, in quanto vari fenomeni naturali hanno questa distribuzione, ad esempio l’altezza delle persone, il loro quoziente intellettivo, l’errore strumentale, etc. 

 

Una spiegazione immediata di varianza: oscillazione media dalla media, ma proviamo a vedere spiegazioni più concrete.

 

Pensa al lavoro di costruzione di un oggetto artigianale, come una sedia. Qui la varianza diventa la precisione nella realizzazione delle parti. Se tutte le gambe della sedia risultano lunghe esattamente allo stesso modo, avremo una bassa varianza. Ma se le lunghezze delle gambe variano notevolmente, la varianza diverrà alta.

 

Immagina di gestire un ufficio e di occuparti dei tempi di arrivo degli impiegati. La varianza potrebbe rappresentare la variabilità nei tempi in cui gli impiegati arrivano al lavoro. Se tutti arrivano sempre esattamente alla stessa ora, la varianza risulterà bassa. Ma se osservi grandi differenze nei tempi di arrivo, la varianza risulterà alta, indicando una maggiore incertezza e imprevedibilità.

 

Parte della statistica studia la varianza. I fenomeni costanti o omogenei non interessano gli statistici o data scientist. I modelli statistici, infatti, spiegano la varianza di una variabile obiettivo, non in maniera esatta, ma portandosi dietro sempre un errore. Di solito normalmente distribuito. 

I modelli visti a scuola, ad esempio nelle ore di fisica, non hanno errore. Il termine d’errore si trova nella fisica sperimentale, perché lì abbiamo errori strumentali.  L’equazione o modello dell’area del quadrato non ha un termine che indica l’errore. L’errore può emergere quando prendiamo le misure dei lati, quindi quando vogliamo applicare la formula dopo aver utilizzato uno strumento di misurazione.

 

La statistica ci permette quindi, tramite i calcolatori moderni, di capire quali variabili influenzano l’incertezza nella variabile obiettivo. Tramite ad esempio degli statistica test, che danno una significatività statistica. Ma non senza problemi. Non si tratta solo dell’errore nel modello ma di questioni già note grazie alla filosofia analitica, che al contrario di altre scuole di pensiero di filosofia, ha dei risvolti pratici. Degli esempi: il problema del tacchino induttivo, il problema di Simpson, la natura della causalità (termine che infatti uso con prudenza), teoria della misura. 

 

Scopriamo assieme quali variabili hanno influenzato il passato della tua azienda, se le condizioni lo permettono, per capire come equipaggiarti al meglio per il presente e il futuro, tramite un percorso che inizia da una chiamata. Oppure possiamo monitorare la lunghezza delle gambe nel tempo, per abbassare incertezza, scarti e problemi.

 

Privacy Policy
it_ITItalian