Come creare una base di dati se hai già un sito aziendale

In un articolo hai capito perché parte tutto dai dati e serve conservarli con la soluzione informatica opportuna. In dei video ho mostrato come creare delle basi di dati gratuite, con una difficoltà crescente. Quei servizi potenzialmente non ti servono se il fornitore che ospita il tuo sito aziendale (o dell’organizzazione) ti permette, senza costi aggiuntivi, di ospitare anche una base di dati. Quindi non leggere questo articolo può diventare un altro costo opportunità.

 

Utilizzerò come fonte SiteGround, fornitore di STATiCalmo, ma ne esistono altri che offrono lo stesso servizio aggiuntivo. Se non sai chi ospita il tuo sito, puoi utilizzare https://digital.com/who-is-hosting-this/

e la cosa potrebbe farti arrabbiare perché magari chi ti ha fatto il sito ha scelto un servizio apparentemente economico e senza la possibilità di creare una base di dati senza costi aggiuntivi.

 

Guida passo passo

Attenzione: SiteGround potrebbe cambiare l’interfaccia utente del suo sito, come ha già fatto in passato, quindi i passaggi che seguono potranno avere una validità concettuale nel futuro ma i passaggi potrebbero cambiare.

 

Per prima cosa mi servirà andare sulla sezione “Siti Web” di SiteGround

per poi cliccare “Site tools”. Mi ritrovo con questa schermata

Clicco su “Sito” a sinistra. Primo passaggio “non banale” (cit.).

A questo punto trovi due voci che a questo punto ti suoneranno familiari: due soluzioni diverse per avere un base di dati. MySQL e PostgreSQL. Selezionerò l’ultimo. 

Mi ritrovo in questa schermata, procedo creando un database. Ti ricordo che SiteGround permette un numero basi di dati illimitate, su piani non cloud, ma ognuno con il limite di 1GB, per un totale inferiore ai 10 GB. Se lo paragoni alla memoria del tuo smartphone, lo spazio per singola base di dati sembra una miseria, ma ti assicuro che se utilizzi quello spazio solo per memorizzare numeri e stringhe (es. nome, cognome, etc.), come micro e piccola azienda ti basterà per anni. Ovviamente diventa stringente per conservare immagini, ma ti ricordo che STATiCalmo non fa analisi immagini.

Dopo aver cliccato su “Crea un database”:

Come avrai letto, ci serve associare un utente ad un database. Lo farò cliccando su

e

e allora cliccherò:

automaticamente:

Serve associare l’utente alla base di dati precedente creata, cliccando su

e confermando

attenzione: a chi analizzerà quei dati, ad esempio STATiCalmo, potrebbero servire solo privilegi di lettura, anche per questioni di sicurezza. Meglio separare utenti che spostano dati, come l’ingegnere dei dati, da chi analizza. 

Andando sui 3 punti a destra possiamo fare due cose

rinominare l’utente risulta opzionale ma utile per avere ordine, vista anche la considerazione di sopra. Ci conviene anche reimpostare la password, e questa ci servirà ad un punto successivo.

 

A questo punto ci serve impostare “da dove” puoi accedere alla base di dati, andando sulla scheda  “Remoto”

Se noi inseriamo in IP 0.0.0.0/0 , stiamo dicendo che qualsiasi persona con le credenziali, ossia nome utente e password, può accedere, e questo può diventare un problema di sicurezza.

Ci serve aggiungere un altro indirizzo IP, secondo passaggio non banale: quello di chi ospita la nostra base di dati, in questo caso SiteGround. 

Lo si trova tornando alla dashboard:

in basso a destra troverai l’IP da inserire e una volta aggiunto nella scheda della pagina precedente “Remoto”, lo ritroverai in basso in “host remoti”.

 

La prova del 9

Vogliamo ora controllare se riusciamo ad accedere a ciò che abbiamo appena creato. Un modo per farlo sta nel scaricare e installare pgAdmin 4, ossia il software per amministratori di basi di dati postgre (pg). Una volta impostata una password generale, possiamo creare un nuovo server:

con cui ovviamente collegarci: 

come nome metterò ArticoloSiteGround

A questo punto ci serve andare sulla scheda “Connection”:

su host metteremo l’ultimo IP, quello che trovi in basso a destra nella pagina dashboard. Port, come forse saprai dai video, risulta standard, quindi non la tocchiamo. Database, gli diamo il nome dbuiosn1egodtg, username ovviamente u8wrtt64m8is6 e come password ciò che hai scelto poco fa, o la password che genera automaticamente se non l’hai cambiata. Clicca su “Save”. Et voilà:

a sinistra troviamo la base di dati creata, ovviamente senza tabelle. Gli altri nomi ovviamente tu non li vedrai.

 

Vuoi accedere e collegare la base di dati ad un foglio di calcolo di Google? In questo caso hai varie soluzioni con difficoltà varia: creare una funzione personalizzata con un dialetto di JavaScript da Estensioni->App Script, utilizzare una estensione tipo StackIt, PowerFormulas, servizi di terze parti (Zapier, Make, etc.) o soluzioni di ingegneria dei dati (come Airbyte). 

 

Conclusioni

Con questa guida hai creato una base di dati non gratuita, e quindi senza possibili limitazioni di varia natura anche se magari quelle gratuite offrono più spazio, utilizzando un servizio che già paghi, da cui deriva il costo opportunità citato all’inizio. Delle soluzioni a pagamento ti prezzano la base di dati per ore di accensione e ti può arrivare una fattura da farti mancare il respiro per qualche secondo. 

 

Ti senti ancora dubbioso e non sai ancora se ti serve implementare questo tipo di soluzione? Sentiamoci in una chiamata gratuita, dove questa soluzione, o una base di dati ospitata in maniera diversa, può diventare una parte dell’impianto dei dati della tua azienda o organizzazione.

Se questa guida ti ha addirittura ispirato a cambiare fornitore per il tuo sito aziendale, puoi farlo anche tramite il collegamento referral di STATiCalmo, che ti garantirà ulteriori vantaggi a tempo.

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